16 agosto 2026 · 11 min di lettura · a cura di SprinklerMap Team

Disegnare il piano di irrigazione prima dello scavo: planimetria, settori, sequenza dei lavori

Come costruire un piano di irrigazione coerente: disegnare il giardino in scala, dividere i settori per tipo di vegetazione, tracciare la rete idraulica, ordinare i lavori prima di aprire le trincee.

Disegnare il piano di irrigazione prima dello scavo: planimetria, settori, sequenza dei lavori
Foto: USAG-Humphreys (BY 2.0)

Un impianto coerente non è la somma di buoni irrigatori

Un impianto di irrigazione che funziona bene non è un impianto in cui ogni irrigatore, preso singolarmente, fa il suo lavoro. È un impianto in cui ogni irrigatore, ogni settore e ogni tubazione sono coerenti tra loro. Si possono comprare ottimi irrigatori e ottenere comunque un impianto mediocre, semplicemente perché nessuno ha pensato all'insieme come a un sistema unico prima di iniziare a scavare.

La maggior parte dei problemi che si vedono nella pratica — prato irregolare, zone secche, pressione che crolla quando la centralina attiva la seconda elettrovalvola — nascono da incoerenze invisibili al momento dell'acquisto del materiale, ma molto reali dalla prima estate in poi.

Passo 1 — Capire i vincoli del punto di partenza

Tutto parte dal contatore. Due misure concrete: pressione dinamica al rubinetto esterno con un manometro a rubinetto tutto aperto, e portata disponibile misurata con il secchio (10 litri cronometrati).

Questi due valori definiscono cosa è possibile fare nel giardino. Tutto il resto — scelta degli irrigatori, numero di settori, dimensionamento delle tubazioni — deve adattarsi a questi numeri, non il contrario. Valori tipici in Italia: 2 a 4 bar di pressione, 15 a 30 l/min di portata su un contatore domestico standard. Metodo completo: Come misurare la pressione dell'acqua per l'impianto di irrigazione.

Da questi due numeri parte anche il conto sul numero massimo di elettrovalvole che l'impianto può reggere in contemporanea — anche se poi la centralina le apre una alla volta. Con 20 l/min disponibili e settori da 12-15 l/min ciascuno, il numero di settori possibile non è un vincolo di quante zone servono al giardino, ma di quanti settori distinti si riescono a costruire senza scendere sotto la portata minima utile per far funzionare bene gli irrigatori di ciascuno. Un giardino con molte aree diverse — prato, siepe, orto, vasi — e poca portata a disposizione va spesso verso più settori piccoli piuttosto che pochi settori grandi, anche se questo significa più elettrovalvole e un pozzetto più affollato.

Passo 1 — Capire i vincoli del punto di partenza
Foto: USAG-Humphreys (BY 2.0)

Passo 2 — Disegnare il giardino in scala

Su carta o a schermo, si disegna il giardino in scala. Si segnano i confini del terreno, la casa, i vialetti, le terrazze, i bordi, le zone di prato, le aiuole, le siepi, gli alberi, gli ostacoli fissi e i dislivelli rilevanti (un metro di altezza equivale a circa 0,1 bar di pressione persa).

Senza questo disegno in scala, tutte le decisioni successive sono stime a occhio. Con il disegno in scala, diventano verificabili — si può misurare la distanza reale tra due punti sulla mappa invece di indovinarla camminando in giardino.

Un dettaglio spesso trascurato in questa fase: segnare anche gli ostacoli che non si vedono a colpo d'occhio ma che condizionano il percorso delle tubazioni — un albero con radici superficiali che non si possono tagliare, il tubo del gas o dell'elettricità che passa lungo un lato del giardino, una fondazione che sporge oltre il muro della casa. Chi disegna solo ciò che è visibile in superficie rischia di trovarsi lo scavo bloccato a metà lavoro, con la tubazione già posata da un lato e nessun modo pulito per farla proseguire dall'altro senza girarci attorno.

Passo 3 — Definire i settori per tipo di vegetazione

Un settore di irrigazione raggruppa piante con fabbisogno idrico omogeneo. È la regola di coerenza più importante di tutto l'impianto. Prato → settore a sé, irrigatori a turbina o statici a seconda della dimensione. Aiuole e siepi → settore a sé, ala gocciolante o microirrigazione. Orto → settore a sé, goccia a goccia. Vasi e fioriere → settore a sé, microirrigazione dedicata.

Mescolare prato e aiuole nello stesso settore è l'errore più frequente in assoluto. I tassi di precipitazione (mm/ora) sono incompatibili: il prato richiede molta acqua in poco tempo, le aiuole poca acqua per più tempo. Nessuna programmazione della centralina può conciliare le due esigenze sullo stesso settore. Vedi anche: Idrozone: come dividere il giardino in zone di irrigazione.

C'è anche un secondo criterio di raggruppamento, meno citato ma altrettanto concreto: l'esposizione. Una fascia di prato in pieno sole e una in ombra sotto un albero grande hanno lo stesso tipo di vegetazione ma un fabbisogno idrico diverso, spesso del 30-40% in meno per la parte ombreggiata. Metterle sullo stesso settore significa scegliere fra annegare l'ombra o far seccare il sole — lo stesso compromesso impossibile di prato e aiuole insieme, solo meno evidente sulla carta perché la vegetazione è identica. Chi ha un giardino con zone di ombra marcata e stabile nel tempo (non solo l'ombra mattutina che si sposta) dovrebbe considerare un settore separato anche all'interno dello stesso tipo di pianta.

Passo 4 — Scegliere gli irrigatori adatti a ogni settore

Per ogni settore si sceglie il tipo di irrigatore. Prato sotto i 25 m² → statici a scomparsa (raggio 2-5 metri). Prato sopra i 25 m² → turbine (raggio 5-12 metri). Aiuole lineari → gocciolatori autocompensanti ogni 30 cm. Alberi isolati → 2-4 gocciolatori per pianta, distribuiti intorno al tronco.

L'errore classico: scegliere l'irrigatore dal catalogo senza verificare che il raggio nominale corrisponda a quello reale alla pressione effettivamente disponibile. Una turbina dichiarata per 8 metri a 3,5 bar arriva spesso solo a 6,8 metri a 2,5 bar. Vedi il principio della copertura testa-testa: Head-to-head: cos'è e perché il tuo prato ne ha bisogno.

Passo 5 — Verificare la coerenza pressione/portata

Il piano va validato su due assi. Portata per settore: la somma delle portate nominali degli irrigatori di uno stesso settore deve restare sotto la portata disponibile, con un margine del 10-15%. Pressione per settore: la pressione all'irrigatore più lontano deve restare nel range di funzionamento previsto (in genere 2-3 bar per le turbine).

Se un settore sfora su uno dei due vincoli, va diviso in due settori con un'elettrovalvola aggiuntiva. Non è un fallimento del piano, è la sua coerenza che si costruisce passo dopo passo — meglio scoprirlo sulla carta che dopo aver interrato i tubi.

Esempio numerico completo. Settore prato con 4 turbine da 7 l/min ciascuna: fabbisogno teorico 28 l/min. Portata disponibile misurata 25 l/min, margine di sicurezza 15% applicato: portata utilizzabile 21,3 l/min. Il settore sfora di quasi 7 l/min — non di poco, quindi non basta stringere una vite da qualche parte per farlo rientrare. La soluzione più pulita è dividere il prato in due mezzi settori da 2 turbine ciascuno, con un'elettrovalvola in più nel pozzetto, invece di forzare le 4 turbine su un'unica linea sperando che la pressione tenga. Il costo aggiuntivo di un'elettrovalvola (25-35 euro) è nulla rispetto a un settore che copre metà del prato per sempre.

Passo 6 — Tracciare la rete idraulica e ordinare i lavori

Una volta validati i settori, si traccia il percorso delle tubazioni. Tubo principale in 25 mm fino alle elettrovalvole. Tubazioni di settore in 20 mm. Allacci terminali in 16 mm solo negli ultimi metri.

L'ordine dei lavori conta quanto il disegno: prima si scava e si posa la linea principale e il pozzetto delle elettrovalvole, poi si stendono le tubazioni di settore seguendo il disegno, e solo alla fine si posizionano gli irrigatori sulle prese già pronte. Chi inverte l'ordine — interra prima gli irrigatori e poi cerca di far arrivare i tubi — finisce quasi sempre per allungare o deviare un percorso che sulla carta era diritto.

Il ruolo di uno strumento di progettazione

Tutto quanto descritto è fattibile su carta millimetrata. Ma a partire dal quarto settore, i ricalcoli diventano lunghi, e la verifica visiva della copertura è difficile da fare a mano su un disegno complesso.

È esattamente qui che interviene SprinklerMap: si disegna il giardino in scala, si posizionano gli irrigatori, si visualizzano i raggi come cerchi, e le zone scoperte o troppo irrigate diventano visibili subito. Non è uno strumento che progetta al posto tuo — è uno strumento che rende visibile ciò che altrimenti resterebbe implicito fino alla prima estate.

Checklist prima di aprire la prima trincea

Prima di dare il primo colpo di piccone, vale la pena passare in rassegna questi punti uno per uno, sulla carta: pressione e portata misurate sul campo, non stimate a memoria. Ogni settore con vegetazione omogenea, esposizione compresa. Somma delle portate nominali degli irrigatori di ogni settore sotto il limite disponibile, margine di sicurezza incluso. Copertura testa-testa verificata sul raggio reale, non su quello di catalogo. Diametro delle tubazioni calcolato tratto per tratto sulla portata locale, non uniforme su tutto l'impianto. Percorso delle tubazioni verificato contro ostacoli interrati — radici, cavi, tubi del gas.

Se anche solo due di questi punti non sono verificabili con un numero preciso, il piano non è ancora pronto per lo scavo: è ancora un'intenzione, non un progetto. La differenza tra i due si vede tutta alla prima estate.

In sintesi

Un impianto di irrigazione coerente si costruisce in questo ordine: misura reale di pressione e portata, disegno in scala, settori definiti per omogeneità di fabbisogno, irrigatori adatti a ogni settore, verifica pressione/portata, tracciato idraulico con sequenza di lavoro corretta.

Ognuno di questi passaggi convalida il precedente. Saltarne uno, o trattarlo in modo approssimativo, fa emergere l'incoerenza più avanti — spesso a luglio, e sempre nella parte più visibile del giardino. Il momento giusto per correggere queste incoerenze è prima del primo colpo di piccone, non dopo.

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Nota tecnica: I valori di pressione, portata, raggio di copertura e costo indicati in questo articolo sono orientativi, calcolati in condizioni standard (2,5 bar, terreno pianeggiante, tubazioni corte). Il risultato reale dipende dalla pressione disponibile nel tuo impianto, dalla portata del contatore, dalle perdite di carico lungo le tubazioni e dalle caratteristiche tecniche degli irrigatori scelti. Per impianti importanti o situazioni complesse conviene sempre una verifica con un tecnico o un calcolo sui dati reali del tuo giardino.

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SM

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